Valori normali del colesterolo: cosa dicono davvero le analisi

Sulle analisi del sangue il colesterolo arriva in più voci: totale, LDL, HDL, trigliceridi e — sempre più spesso — non-HDL e ApoB. Capire cosa misurano, e quale di questi numeri pesa davvero nel tuo profilo, conta più di sapere a memoria una soglia. Perché il "valore normale" non è un confine universale: cambia in base al tuo rischio cardiovascolare individuale.

I cinque numeri da leggere

Colesterolo totale. È la somma di tutto il colesterolo trasportato nel sangue. Da solo è un indicatore grezzo: due persone con lo stesso colesterolo totale possono avere profili molto diversi, una virtuosa (HDL alto, LDL basso) e una sfavorevole (HDL basso, LDL alto).

LDL — il "colesterolo cattivo". È quello che, in eccesso, contribuisce alla formazione delle placche aterosclerotiche. La maggior parte dei laboratori italiani lo calcola con la formula di Friedewald, che in presenza di trigliceridi alti perde precisione; alcuni laboratori usano metodi diretti o la più recente formula di Martin-Hopkins, più accurata sotto i 70 mg/dL.

HDL — il "colesterolo buono". Ha un ruolo nel trasporto inverso del colesterolo, dai tessuti periferici al fegato. Storicamente lo si è considerato protettivo, e in popolazione lo è; tuttavia studi recenti (su tutti il Mendelian randomization condotto su grandi coorti) hanno ridimensionato l'idea che alzare farmacologicamente l'HDL riduca il rischio. Resta un parametro utile come spia metabolica.

Trigliceridi. Aumentano dopo i pasti, con l'alcol e con le diete ricche di zuccheri semplici. Trigliceridi sopra 200 mg/dL sono spesso il segnale di una sindrome metabolica latente.

Non-HDL. Si calcola sottraendo l'HDL dal totale. Nelle ultime linee guida europee è considerato un secondo bersaglio, particolarmente utile quando i trigliceridi sono alti e l'LDL stimato diventa meno affidabile.

A questi cinque si aggiunge l'ApoB, sempre più presente nelle richieste mediche: misura direttamente il numero di particelle aterogene circolanti, e in alcuni casi (sindrome metabolica, dislipidemia familiare combinata) racconta più dell'LDL stesso.

Le classi di riferimento

Le soglie qui sotto sono quelle che troverai nei referti dei laboratori italiani, allineate alle linee guida ESC/EAS 2019. Sono indicative: il significato clinico va sempre letto nel contesto del rischio individuale.

ParametroOttimaleBorderlineElevato
LDL< 100100 – 159≥ 160
HDL uomo> 40< 40
HDL donna> 50< 50
Trigliceridi< 150150 – 199≥ 200
Colesterolo totale< 190190 – 239≥ 240
Non-HDL< 130130 – 189≥ 190

Tutti i valori in mg/dL.

Il "valore normale" dipende dal tuo rischio

Qui sta il punto che spesso i siti di divulgazione semplificano troppo. Per le linee guida europee il bersaglio di LDL non è uguale per tutti.

Categoria di rischioEsempiTarget LDL
BassoAdulto sano senza altri fattori< 116 mg/dL
ModeratoFamiliarità, lievi alterazioni metaboliche< 100 mg/dL
AltoDiabete da oltre 10 anni, ipertensione severa, danno d'organo< 70 mg/dL e riduzione ≥ 50%
Molto altoPregresso infarto, ictus, malattia renale cronica avanzata< 55 mg/dL e riduzione ≥ 50%

Tradotto: una persona di 50 anni senza altri fattori e con LDL a 130 mg/dL può stare tranquilla. La stessa persona, ma con un infarto alle spalle, ha un valore decisamente fuori target e dovrà rientrare con dieta, stile di vita ed eventualmente farmaci.

Per stimare la tua categoria di rischio l'algoritmo italiano di riferimento è il Progetto CUORE dell'ISS. Sul sito puoi usare il nostro strumento orientativo, tenendo presente che è un'approssimazione educativa.

Quando ricontrollare

In assenza di alterazioni note, le linee guida italiane suggeriscono un controllo del profilo lipidico ogni cinque anni dopo i 40 anni per gli uomini e dopo i 50 per le donne, prima se sono presenti familiarità per malattia cardiovascolare precoce, ipertensione, sovrappeso, diabete o si sta seguendo una terapia con statine, ezetimibe o nutraceutici.

Cosa peggiora i valori (anche di colpo)

Vale la pena sapere che alcuni fattori possono falsare un esame:

  • una settimana di pasti più ricchi del solito alza in modo misurabile sia trigliceridi sia LDL;
  • l'alcol nei tre giorni precedenti gonfia i trigliceridi;
  • la disidratazione "concentra" leggermente i valori;
  • alcuni farmaci (cortisonici, diuretici tiazidici, retinoidi) modificano il quadro lipidico;
  • l'ipotiroidismo non trattato è una causa frequente di colesterolo alto secondario, spesso ignorata.

Se i tuoi valori cambiano molto da un esame al successivo, prima di rincorrere la causa metabolica vale la pena escludere queste condizioni.

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