Policosanoli, funzionano davvero o è solo marketing?

I policosanoli sono una miscela di alcoli grassi a catena lunga (principalmente octacosanolo) estratta dalla cera di canna da zucchero, dalla cera d'api o dal germe di grano. Sono entrati nel mercato degli integratori per il colesterolo a partire dagli anni '90, sull'onda di una serie di studi pubblicati a Cuba che riportavano riduzioni dell'LDL del 20-25%, paragonabili a quelle delle statine a basso dosaggio. Sembravano la promessa di un'alternativa naturale efficace e ben tollerata. Quel dato, però, non è mai stato replicato altrove.

La separazione fra ricerca cubana e ricerca indipendente

Tutti i primi studi positivi sui policosanoli provenivano dallo stesso centro cubano (Centro de Productos Naturales, La Habana), legato al produttore Dalmer Laboratorios che commercializzava il prodotto come PPG. Quando, dopo il 2005, gruppi di ricerca europei e americani hanno provato a riprodurre quegli effetti su campioni di policosanoli sintetizzati in modo identico, i risultati sono crollati a zero.

I trial randomizzati pubblicati su riviste indipendenti hanno tutti convergenza sostanziale: nessuna differenza significativa rispetto al placebo nella riduzione di LDL, colesterolo totale e trigliceridi. Le meta-analisi più recenti, che hanno escluso o pesato in modo diverso i lavori cubani, mostrano un effetto medio inferiore a 5 mg/dl di LDL, clinicamente trascurabile.

Cosa dice EFSA

L'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha valutato i claim sui policosanoli all'interno del Reg. UE 432/2012, lo stesso che ha autorizzato i claim per il beta-glucano dell'avena, i fitosteroli e la monacolina K (poi rivista al ribasso). Esito: claim respinto. La motivazione esplicita è insufficienza di evidenze a sostegno della relazione causale fra consumo di policosanoli e mantenimento di normali livelli di colesterolo nel sangue.

Conseguenza pratica per il consumatore italiano: un integratore a base di policosanoli non può dichiarare in etichetta o in pubblicità di contribuire al mantenimento del colesterolo. Quando lo fa, è non conforme. I prodotti regolari si limitano a indicazioni generiche o si appoggiano ad altri ingredienti (fitosteroli, riso rosso entro i 3 mg di monacolina, acido folico) che hanno claim autorizzati.

Perché allora si trovano ancora?

Diverse ragioni. La prima è che il mercato degli integratori è molto più rapido della ricerca: una volta affermato un brand, è difficile rimuoverlo. La seconda è che i policosanoli si vendono spesso in formulazioni multi-ingrediente: un integratore può contenere policosanoli + fitosteroli + monacolina K, e grazie alla presenza dei secondi può veicolare claim autorizzati che il consumatore poi attribuisce, erroneamente, anche ai primi. La terza è che, a parità di dose, costano poco al produttore e gonfiano il valore percepito della formulazione.

Cosa fare se interessano davvero

Chi cerca un integratore con effetto plausibile sul colesterolo LDL ha alternative documentate, con claim autorizzati e dose giornaliera definita:

  • Beta-glucano dell'avena: 3 g/die. Non un integratore in senso stretto ma un alimento; si trova in fiocchi d'avena, crusca, alcuni biscotti integrali. Riduzione LDL del 5-7%.
  • Fitosteroli e fitostanoli: 1,5-3 g/die, in alimenti arricchiti normati dal Reg. UE 376/2010. Riduzione LDL del 7-10%. Limite massimo 3 g/die: oltre, l'effetto non aumenta e si compromette l'assorbimento di vitamine liposolubili.
  • Monacolina K del riso rosso fermentato: limite massimo 3 mg/die fissato dal Reg. UE 2022/860. Sotto questa soglia il claim EFSA non vale più (era valido fino a 10 mg/die in passato, prima della revisione). Riduzione LDL modesta a 3 mg, dell'ordine del 10-15%, ben sotto quella ottenibile con statine.
  • Berberina: integratore di interesse crescente, riduzione LDL del 15-20% e impatto buono anche su glicemia e trigliceridi. Non ha un claim EFSA per il colesterolo ma è ampiamente studiata. Ne abbiamo parlato nell'articolo dedicato.

In tutti i casi, l'integratore va sempre considerato come complemento della dieta e dello stile di vita, mai come sostituto del farmaco quando il farmaco è clinicamente indicato.

Cosa portarsi a casa

I policosanoli sono un'ottima case-history per imparare a leggere le evidenze sugli integratori. La scelta razionale, oggi, è ignorarli e indirizzarsi verso prodotti che hanno claim autorizzati EFSA o studi indipendenti convergenti. Il portafoglio del consumatore non è infinito: meglio investire in integratori che producono effetti documentati, anche piccoli, piuttosto che in quelli che riportano effetti grandi solo nella propria letteratura di marketing.

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